Reliquie e Caffè: la memoria dei Santi e le credenze popolari.

Roma cuore della Cristianità, sede della Chiesa cattolica, ma con profonde radici pagane è il luogo in cui fede e superstizione si mescolano in una sintesi unica di solenne meraviglia e fascino che risiede nelle sue chiese, basiliche e catacombe affollate di reliquie miracolose, ma anche nei vicoli e nelle piazze dove la presenza onnipresente delle Madonelle e​ ​Santi "apotropaici" 
respingono influssi maligni e malocchio​, rendendo la città luogo mistico e profano per eccellenza, non tralasciando che vicino ad ogni chiesa c'è un'osteria, un bar o un caffè dove poter discutere e analizzare credenze popolari e spiritualità.

Il folclore ha fuso e confuso dottrina e insegnamenti "esoterici" con grossolane credenze e timorosi gesti scaramantici,
trasformando profonde esperienze religiose in superstizione, finendo così con l'alimentare "spesso" cattive pratiche religiose e persino l'adorazione di falsi Idoli.  Ma questo non deve troppo sorprenderci, perchè gli insegnamenti "esoterici" sono incomprensibili (o quasi) ai più, perchè nati per essere impartiti solo ai discepoli, mentre al pubblico più largo dei fedeli vennero impartiti insegnamenti "essoterici" di più semplice comprensione.

Corpi inquieti ed inquietanti. 

"Si scopron le tombe e se ne levano i santi" - Matteo 27,52.
Migliaia di pellegrini, ogni anno, visitano Roma per onorare la memoria di santi e martiri che hanno sacrificato la loro vita per difendere la religione cristiana.

I corpi di Santi e Beati rivestiti di broccati vengono esposti in ​teche di cristallo, affinché confortino, facciano miracoli, muovano coscienze e altri corpi, quelli dei pellegrini per l'appunto, che si riversano a frotte verso chiese e santuari, in cerca di sante reliquie, e se il santo venerato non possiede più un corpo intero, ci si accontenta di adorare il suo cranio, o ​anche un femore, un piede, una mano, un dito, o altro frammento anatomico​ oggetto del martirio​,​ da offrire a una venerazione di massa in cerca di misericordie tangibili, trasformando così il ricordo del corpo in mistica metafora.

Corpi gloriosi, corpi ingombranti. 


Salme senza diritto al riposo eterno e neppure a quello provvisorio, perché continuamente disseppellite per essere portate in processione, e spesso costrette a viaggiare di città in città di paese in paese: per il Giubileo del 2000 santa Rita da Cascia si recò in elicottero a Roma, mentre santa Teresa di Lisieux fu portata in tournée attorno al mondo per circa un anno, e come dimenticare il viaggio delle spoglie mortali di Padre Pio, accolto trionfalmente a Roma nel 2016.

La gente cerca il contatto con i santi, le "mummie venerate" rappresentano segni e tracce che come cartelli stradali indicano la via verso Dio.

L'umanità afflitta da problemi di salute fisica o disturbi legati alla psiche cercano santi taumaturghi efficienti in grado di sostituire medici frettolosi e poco attenti al loro benessere.

A Roma si dice "prega che te passa", c'è un santo per ogni patologia, dalla morte improvvisa (Santa Barbara) al raffreddore (San Mauro), divinità di un Pantheon semipagano, primari del grande policlinico di Dio, li si può invocare da lontano, ma la guarigione per contatto, quella che ha generato la parola "toccasana", è ben più potente, tanto da sancire la vittoria dell'amuleto sul farmaco


Ma la domanda, oggi più di ieri, è perché la Chiesa del terzo millennio ha ancora bisogno delle reliquie?  

La​ chiesa ​di oggi, probabilmente farebbe a meno di questa eredità carnale, spostando la devozione su un piano più spirituale, ma non può​ perchè la potenza della reliquia è radicata in uno dei dogmi più suggestivi della cattolicità: la resurrezione dei corpi.

​La​ ​c​hiesa ​nei secoli ha tentato di contenere gli eccessi​ di una venerazione paganeggiante​, con prescrizioni, canoni e cautele liturgiche. E tuttavia si continuano a riesumare i corpi degli aspiranti santi, benché il processo di canonizzazione non lo prescriva, il mito dell' incorruttibilità è più profondo e resistente di qualsiasi prescrizione. 



I fedeli chiedono santi, non santini, corpi reali da adorare e toccare (adorazione tattile), spesso difficile da mettere in atto perché distanziati dall'urna santa da cordoni protettivi e transenne che impongono l'obbligo di guardare e non toccare. 

Trafugare le reliquie permette, in alcuni casi, di ovviare a questi impedimenti. A fatica la Chiesa fa rispettare il canone 1190 del Codice di diritto canonico «è assolutamente illecito vendere le sacre reliquie», clamorosi il ratto del corpo di santa Lucia nel 1980, e quello della mandibola di sant' Antonio da Padova nel 1991. ​E intanto su eBay vanno all' asta scapolari, urne, medagliette con sedicenti frammenti corporali di santi, a prezzi abbordabili, 30 euro per un po' di santa Teresa, 430 euro per un set di sei pezzi di santi assortiti. 
Falsi?​ ​P​robabilmente, ma chi lo stabilirà?

Le regole che governano il trattamento dei resti sacri sembrano insomma essere ancora fluide e trasgredibili.



Articolo di Valeria Scuderistorica dell'arte, guida turistica abilitata e presidente dell'associazione ​culturale ​Roma e Lazio x te  

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