Simboli Massonici - impariamo a riconoscere i più comuni



I simboli massonici si trovano in molti edifici storici di molte città, e anche nelle più famose cattedrali, ma cosa significano?

Il Maglietto​ ​ ​- ​ Il martelletto massonico
Il Maglietto è un emblema di autorità e comando usato dal Maestro Venerabile della Loggia per mostrare il suo potere esecutivo sull’assemblea, come il martelletto di un giudice.
Questo maglietto non è un semplice martelletto in legno, ma simboleggia il maglietto del muratore che è stato usato per rompere i bordi grezzi di una pietra, e gli spigoli affilati delle rocce.
Il maglietto quindi rappresenta il bisogno per i Massoni di liberare i loro cuori e la loro coscienza da tutti i vizi e le superfluità della vita per prepararsi, come se fossero pietre vive, ad essere modellati in esseri spirituali migliori. Lo spirito dell’uomo deve essere liberato dai vizi per diventare puro. 

Il 47° problema di Euclide
Il 47esimo Problema di Euclide, che tutti conoscono come Teorema di Pitagora, indica l’importanza di mantenere la propria vita in ordine, così come nella costruzione di un edificio, è il metodo che i massoni utilizzano per porre le fondamenta della propria esistenza.  

Questo ha un significato profondo nel mondo della simbologia massonica. Il 47° Problema, o Proposizione di Euclide è rappresentato da quelli che sembrano essere tre quadrati, che per i massoni simboleggiano un modo per squadrare la pietra.
Questo non è solo un simbolo per ricordare a te stesso di mantenere la tua vita in ordine, ma è anche un modo pratico per porre una pietra angolare, geometricamente accurata, alle tue fondamenta ed è esattamente ciò che fa un buon Massone.

La clessidra
Il significato di questo simbolo è l’eterno passaggio del tempo, la sabbia scivola via finché non c’è più, è un continuo promemoria sul fatto che la vita è finita e che, quindi, dovremmo sfruttarla al meglio finché possiamo. Ma agisce anche come un’analogia tra ciò che è in alto e ciò che è in basso e, la necessità di girare la clessidra per far continuare il processo, simboleggia il ciclo continuo tra la vita e la morte, il cielo e la terra.

L’albero di acacia 
L'acacia è da sempre considerata una pianta sacra perché Mosè costruì  il tabernacolo e l’arca dell’alleanza con del legno di acacia. Il rametto di acacia simboleggia l’immortalità dell’anima rappresentata dalla natura sempreverde degli alberi di acacia.

L’aquila a due teste
L’aquila bicipite simboleggia la duplice natura di Gesù, metà uomo e metà Dio, ma anche la rigenerazione spirituale di se stessi attraverso l’unificazione degli opposti che in ognuno di noi da sempre si attraggono e respingono, così come il nero e il bianco in eterna lotta fra loro, stanno a ricordarci che il bene senza il male non potrebbe esistere.
L'aquila reale è l'uccello che in natura vola più in alto degli altri, riesce a volare anche in direzione del sole senza dover chiudere gli occhi. L'aquila accompagna Giove, padre degli Dei, e San Giovanni Evangelista, colui al quale Gesù prima di morire avrebbe passato i suoi insegnamenti più complessi e di difficile comprensione, e per questo rappresentante della chiesa 'gnostica' (o «Cristiani di san Giovanni»). Secondo la «gnosi cristiana», la salvezza dipende da una forma di conoscenza superiore e illuminata (gnosi), frutto del vissuto personale di Gesù nella ricerca della Verità.

L’Arca dell’Alleanza

Secondo la Bibbia, fu Mosè a fabbricare l'Arca. L'ordine di costruire una cassa di legno di 125 centimetri di lunghezza per 75 di altezza rivestita dentro e fuori di oro puro, gli venne direttamente da Dio. Secondo le istruzioni il profeta costruisce la cassa e la copre con un coperchio dorato, il propiziatorio.
Nella Bibbia,  Dio prometteva a David l’Arca dell’Alleanza e per questo è simbolo del perdono divino.

La lettera ‘G’
La lettera “G” potrebbe rappresentare qualsiasi cosa. Sono stati fatti molti studi sul significato della sacra G, ed uno dei significati più accreditati è che essa sia il sinonimo di “Gnosi” o della conoscenza dei misteri spirituali. Alla fine della giornata, i Massoni non sono solo un gruppo di persone che si riuniscono per parlare al bar per pianificare la politica locale. I Massoni sono persone spirituali costantemente alla ricerca di qualcosa al di là del mondo tangibile.

Il numero sette
Nelle Logge massoniche il numero sette è importante perché rappresenta il completamento. La creazione ha avuto luogo in sette giorni. Ci sono sette colori nell’arcobaleno. Sette note in una scala musicale. Sette giorni in una settimana.
 Per creare e lavorare in una Loggia sono necessari sette Fratelli.

La Squadra ed il Compasso

La squadra ed il compasso sono i simboli massonici più riconoscibili. Ogni simbolo ha il suo significato distinto: 
la squadra rappresenta la moralità e 
l’angolo di 90 gradi viene usato per verificare l’accuratezza dei lati di una pietra, per accertare che i suoi angoli corrispondano al “vero” angolo retto del quadrato. 
Il compasso simboleggia la forza di circoscrivere i nostri desideri e mantenere le nostre passioni entro i limiti stabiliti.
Insieme simboleggiano l’importanza di esplorare e dominare le proprie passioni.


L’ancora
L’ancora è un simbolo cristiano che è stato adottato dalla Massoneria con un significato simile; rappresenta la speranza e la tranquillità durante la tempesta, che devono guidare la vita di ognuno di noi.

Il covone di grano

Ai tempi di Re Salomone, ai quali la leggenda fa risalire l’origine della massoneria, il grano era il corrispettivo delle tasse. Oggi rappresenta la generosità e lo spirito caritatevole che deve animare gli affiliati alle logge massoniche.


Stella Fiammeggiante
La stella fiammeggiante ha più significati: La stella si dice che sia un faro di conoscenza e verità, 
uno splendore nel mezzo dell’oscurità. 
La Stella Splendente indica il punto di arrivo del viaggio iniziatico; è la fonte di luce che illumina la strada della conoscenza. Attraverso la conoscenza gli uomini vengono guidati, come da una stella in una notte scura.  

Il Sigillo di Salomone 



è un simbolo molto antico, reso noto a partire dal medioevo, quando assunse i caratteri di talismano.
Il simbolo della Stella a Sei Punte non è privo di valenze archetipiche, dato che si ritrova in aree culturali diversissime. I due triangoli intrecciati, per quanto iconograficamente abbinati all’ebraismo (Stella di David), figurano pure nel patrimonio simbolico dell’Islam, nel quale hanno assunto valenze terapeutico-magiche e alchemiche.
  Il Triangolo con il vertice verso il basso rappresenta i due elementi pesanti, Acqua e Terra, il cui principio corporeo li fa tendere verso il basso, mentre il Triangolo con il vertice in alto rappresenta i due elementi leggeri e spirituali, Aria e Fuoco. Con l’incrocio dei due triangoli si forma un esagono centrale che rappresenta il cuore dell’uomo stabile in un equilibrio al centro del movimento spirituale e del movimento corporeo che permette di raggiungere la saggezza e la forza interiore. Inoltre quando è presente un punto all’interno dell’esagono centrale, simboleggia l’unione di tutti gli elementi esistenti.  

Nodo di Salomone. 

Esso simboleggia l’unione profonda dell’Uomo con la sfera del divino.
Il Nodo di Salomone, può, in un certo qual modo ricollegarsi ad altri simboli, come la Svastica ruota cruciforme che simboleggia il dinamismo cosmico, la spirale detta anche evoluzione ciclica, i fiori, la croce, stella a sei punte detto anche Sigillo di Salomone, che vogliono alludere all’unione della Terra al Cielo, al circolo del tempo ciclico e non lineare.
Osservando il ciclo della Luna e del Sole, il giorno e la notte, le stagioni, la natura e il ciclo di vita. L’uomo ha sempre raffigurato questa successione circolare di eventi come la nascita, la crescita, l’evoluzione e la morte, per poi riprendere il ciclo.
La croce e il nodo nel loro significato di salvezza e unione tra mondo terrestre (piano orizzontale) e celeste (verticale).

Il Cavo da Traino - Nodo di Salomone


Il Cavo da traino, che spesso viene messo intorno al collo dei nuovi adepti durante il loro rito di iniziazione, è un simbolo massonico che rappresenta la promessa di aiuto reciproco tra i vari confratelli, che si sentono legati fra loro.


Uroboros 


Nella trattazione classica questo simbolo rappresenta l’eterna ciclicità delle cose tutte, che hanno inizio da una fine precedente, e una fine che genera un nuovo inizio. Comprendiamo come tale prospettiva possa essere rivolta sia verso espressioni sociali quali il corso di una civiltà, oppure a rappresentazione della teoria dei cicli cosmici o del giubileo sephirotico, ma anche in una visione microcosmica legata ai cicli interiori dell’uomo. Non possiamo notare che questa ricchezza interpretativa deriva dall’antichità del simbolo stesso, che nel corso dei millenni ha svolto funzione di arca, raccogliendo valore e significato dalle diverse tradizioni che lo hanno tramandato, fino ai nostri giorni.

L’Alveare e le api

L’alveare rappresenta la necessità per i massoni di lavorare insieme per migliorare la società, esattamente come fanno le api laboriose.

L’occhio che tutto vede
L’Occhio che tutto vede apparve per la prima volta come parte dell’iconografia della Massoneria nel 1797, con la pubblicazione del Freemasons Monitor di Thomas Smith Webb. 
Ma la simbologia risale perlomeno al Medioevo, come testimoniato nella muratura di numerose chiese.
Rappresenta l’occhio onniveggente di Dio ed è un promemoria per il Massone: i suoi pensieri e le sue azioni sono sempre osservate da Dio (a cui si fa riferimento in Massoneria come Grande Architetto dell’Universo). 

Il simbolismo massonico nel dollaro americano


Guardando con attenzione una banconota americana da un dollaro, il cosiddetto The one dollar, è possibile notare alcuni simboli che celano in sé significati legati alla Massoneria. È noto che quest’ultima, definita anche come “arte reale”, è un’associazione iniziatica che si propone come patto etico-morale tra liberi individui, come perfezionamento delle più nobili condizioni umane.
Benché Ben Franklin fosse un massone, e nonostante quello che la maggior parte dei teorici della cospirazione crede, l’occhio che tutto vede sulla banconota da un dollaro, non significa che i massoni stiano segretamente controllando il governo americano o globale.

Il simbolo dunque, non è destinato a nascondere la verità. Il suo scopo è invece quello di selezionare coloro che, integrandosi a esso, si mostrano degni di accedere alla Realtà ultima.

La Massoneria moderna, nascita e miti fondativi

Ripercorriamo i momenti fondativi e le tradizioni storiche della Loggia dei Liberi Muratori. Per ricostruire le vicende della Massoneria moderna, non si può non fare riferimento alla data del 24 giugno 1717, giorno della festività di San Giovanni Battista, quando quattro logge di Londra si riuniscono sotto la presidenza di Christopher Wren e mettono a punto l’unificazione di un’unica organizzazione, la Gran Loggia di Londra, alla cui gran maestranza viene posto Antony Sayer. 

Come scrive Christian Jacq in La Massoneria: storia e iniziazione: “Gli avvenimenti del 1717 segnano l’attesa nascita di una Massoneria che s’eleva verso le cime intellettuali, abbandonando il vecchio condizionamento manuale e incolto. 

Tutti gli storici sono comunque d’accordo sul fatto che gli intellettuali hanno finito col rimpiazzare i muratori. Il processo ebbe inizio nel secolo XVII, quando principiarono a formarsi le logge dei Massoni detti ‘accettati’, perché non praticavano professioni artigianali
È per tale motivo che si designa l’antica comunità con l’espressione ‘Massoneria operativa’ e la nuova comunità con quella di ‘Massoneria speculativa’. 

Pertanto, il 24 giugno 1717 viene assunta come l’inizio di una nuova dinamica della Massoneria in cui le logge dei liberi muratori vengono a esser composte quasi esclusivamente di “accettati”. 

Da sempre, la corporazione dei liberi muratori ha ispirato misteri e leggende in quanto erano loro, i lavoratori delle costruzioni, dai muratori agli architetti, ad aver costruito, sin dall’antichità, strutture come l’arca di Noè e il tempio di Salomone e si riteneva, quindi, fossero in possesso di chissà quali poteri e segreti. 

Soprattutto in epoca moderna, appassionati di esoterismo appartenenti all’aristocrazia e alla borghesia cercavano di accedere a queste “logge” pagando un certo corrispettivo non essendo dei “liberi muratori”. 

Vi sono alcuni punti da tenere ben presenti quando si ricostruiscono le origini della massoneria moderna. In primo luogo, proprio la fusione delle quattro logge nella Gran Loggia di Londra diede modo di elaborare una sorta di Costituzione del neonato organismo. Essa fu delineata nel 1721 dal pastore presbiteriano James Anderson, rivista da un comitato di massoni con a capo Jean-Théophile Desaguliers e pubblicata nel 1723. Essa consta di quattro parti: storia leggendaria dell’ordine, “arte” massonica, “doveri” e regolamento per le logge. 

In secondo luogo è bene evidenziare che esistono alcuni momenti essenziali per la costruzione del rituale “speculativo” della Massoneria. E sono essenzialmente due: un insieme di leggende e i segni di riconoscimento. 

Per quanto riguarda il primo punto, i principali testi di riferimento sono i due manoscritti Halliwell (o anche detto Regio, scritto in forma di poema) e Cooke (redatto in prosa), risalenti ai secoli XIV e XV e dove si fa esplicito riferimento al viaggio di Euclide in Egitto, alla figura del mastro costruttore Jabal fino a inserire i temi dell’arca di Noè, al tempio di Salomone e del suo leggendario architetto Hiram Abiff. 

Sul secondo elemento, si può senz’altro dire che le parole o i segni di riconoscimento costituiscono i tratti “speculativi” della Massoneria moderna. L’obiettivo è puramente pratico e riguarda una sorta di iter da seguire per quanto riguarda i lavoratori dell’industria della costruzione.

Per la ‘Massoneria operativa’ la “parola massone” toccava tutti coloro che avevano attraversato un regolare apprendistato corporativo e, grazie a ciò, ci si distingueva da tutti gli altri lavoratori che, pur in grado di svolgere quella professione, non avevano seguito questo particolare percorso. In tal maniera, capimastri e imprenditori legati alla Massoneria riconoscevano i lavoratori “validi” da quelli “non validi” proteggendo così la corporazione.


Il 24 giugno è la festa di Giovanni Battista e della Massoneria
Non solo il solstizio d’estate. Il 24 giugno, giorno in cui il sole, dopo aver raggiunto lo zenit, ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud dell’orizzonte, la Massoneria celebra la propria nascita avvenuta in questa data a Londra nel 1717 e al tempo stesso festeggia San Giovanni Battista, protettore delle corporazioni medievali dalle quali trae origine. Figura speculare a quella di San Giovanni Evangelista, che conclude il Solstizio d’Inverno
Due colonne, la nascita e la morte, il passato e l’avvenire.

Il simbolo del fuoco che illumina il lavoro degli uomini

Il Battista nasce da una famiglia sacerdotale ebraica originaria della regione montuosa della Giudea. Il Vangelo di Luca racconta che l’angelo Gabriele apparve a suo padre Zaccaria annunciandogli la nascita di un figlio che sarebbe stato “ripieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre” (l, 16) e sarebbe andato “come precursore, con lo spirito e la potenza di Elia” (I, 17). 

Giovanni viene alla luce esattamente sei mesi prima di Gesù – entrambi quindi in coincidenza con solstizi – e fu un asceta e fondatore di una comunità da cui si originarono alcuni movimenti religiosi come la comunità giudaica non-rabbinica fondata da Gesù di Nazareth e le comunità gnostiche samaritane. Giovanni Battista non solo è venerato da tutte le Chiese cristiane ma è presente anche nel Corano col nome di Yaḥyā ed è considerato tra i massimi profeti che precedettero Maometto. 

Quanto al suo nome, secondo alcune interpretrazioni deriverebbe in parte dalla parola ebraico-caldea Oannes nome del dio caldeo delle iniziazioni. E potrebbe essere questa la ragione per la quale i liberi muratori lo avrebbero elevato a patrono, tanto che ancor oggi le logge che lavorano in maniera indipendente sono dette di San Giovanni. Per esempio una delle più antiche del nostro paese, sorta a Torino nel 1765, portava il nome di Saint Jean de la Mystérieuse.

Il simbolo del gallo che annuncia la luce

Nel simbolismo liberomuratorio medievale il Battista è anche collegato al gallo e le interpretazioni sono molteplici. Come il gallo canta all’alba, dopo una notte di tenebre, per annunciare che la luce sta arrivando, il Battista predicava nel deserto l’approssimarsi della vera Luce. Il gallo compare anche tra gli elementi alchemici successivamente introdotti nella fase di transizione dalla liberamuratoria operativa alla massoneria speculativa anche se apparentemente con un significato diverso e non a caso lo ritroviamo riprodotto nella “camera di riflessione”, che è il luogo dove il recipiendario inizia il rito d’iniziazione e nel quale, dopo aver stilato il suo testamento e superato tutte le prove, si ritrova bendato e quindi al buio in attesa di ricevere la luce. 

Anche se la sua festa cade il 24 giugno, solstizio d’estate, quando il sole è al suo apogeo, nella tradizione liberomuratoria Giovanni Battista non viene associato al simbolo dell’astro che dà luce e calore e permette la vita, ma è la rappresentazione simbolica del principio universale, il Fuoco, che illumina il lavoro degli uomini. 

Ma è anche il momento in cui il simbolismo gioannita e solstiziale prende corpo e si afferma nella sua pienezza. E’ pure per questo motivo che la festa di San Giovanni Battista rappresenta per i massoni, indipendentemente dalla religione professata, oltre che un retaggio delle tradizioni liberomuratorie operative, una speciale ricorrenza iniziatica.

Le porte del cielo e Giano bifronte
Il Cristianesimo  ha sovrapposto i due momenti solstiziali con la figura di San Giovanni (Battista il 24 giugno, Evangelista il 27 dicembre)nome il cui l suono ricorda Giano, il dio che si riteneva abitasse sul colle del Gianicolo, poi chiamato Montoro, in cui si coglie il riferimento all’oro della luce e del sole.

E’ interessante ricordare che nell’antichità era credenza diffusa che nel momento in cui il sole si fermava per cambiare direzione, la terra potesse diventare vulnerabile alle forze del male che sarebbero potute penetrare attraverso di essa. È per questa ragione che i romani, che in coincidenza con il momento di passaggio scandito dal solstizio si immergevano in correnti d’acqua naturali e saltavano su fuochi accesi nell’intento di purificarsi, scelsero Giano bifronte come guardiano delle porte del tempo e dello spazio. 

Non a caso il nome di Giano, Ianus in latino, corrisponde al femminile di ianua, che vuol dire porta, termini che deriverebbero, come spiega lo storico delle religioni Georges Dumezil, dalla radice indoeuropea ei-, ampliata in y-aa- con il significato di “passaggio” che, attraverso la forma yaa-tu, ha prodotto anche l’irlandese ath, che vuol dire “guado”. 




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